Dismorfie cranio-occlusali e malocclusione

Perché non viene detto che la malocclusione è sempre secondaria ad un problema craniale che crea asimmetrie di posizionamento delle arcate dentali e che un corretto intervento il più precoce possibile può risolvere facilmente e definitivamente il problema?

Perché quando un Pediatra invia un piccolo paziente dal Dentista o dall’Ortodontista nella maggior parte dei casi questi dicono essere presto per il trattamento e che si deve attendere l’eruzione dei denti permanenti?

E’ il caso, ad esempio, del piccolo Alessandro C. cui era stato onsigliato di non intervenire fino alla maggiore età per poi effettuare un intervento maxillo facciale. La mamma, venuta a conoscenza del Metodo Montorsi ACOM®, mi ha portato il bambino che ha intrapreso la terapia e dopo soli 4 mesi aveva già avuto i cambiamenti che le foto seguenti testimoniano.

 


Metodo Montorsi ACOM® può risolvere il problema della malocclusione e delle dismorfie cranio-occlusali


E’ anche bene sapere che prima dei 12-13 anni non è ancora ossificata la base del cranio e che prima dei 13-14 anni di età il Sistema Tonico Posturale Fine non ha ancora completato l’organizzazione dei suoi sistemi recettoriali, si deve quindi evitare l’applicazione di strutture rigide o semi-rigide nella bocca dei piccoli pazienti ed anche le estrazioni dentarie a scopo ortodontico vanno evitate in quanto queste vanno ad aggravare la tendenza del cranio e del viso all’allungamento, agli zigomi appiattiti, al palato profondo, al naso prominente ed al collasso delle arcate già contratte.

I trattamenti ortodontici con estrazioni costringono il mascellare a contrarsi con il risultato di avere arcate dentarie ogivali ed a punta come quelle di un coniglio con deterioramento del profilo e riduzione di spazio per la lingua.

Gli apparecchi ortodontici hanno la prerogativa di utilizzare archi preformati che generano arcate di forma standard ed artificiale che quando associate a trazioni extraorali generano forze che non si armonizzano né con il cranio, né con le articolazioni mandibolari, né con l’equilibrio muscolare, né con il Sistema Tonico Posturale.

L’ortodonzia che non tenga conto di tutte le problematiche sopra descritte raddrizzando in modo meccanico i denti toglie il compenso dalla bocca trasferendo le tensioni e torsioni sulla colonna vertebrale innescando delle curve di compenso scoliotico e bascule di spalle e bacino con comparsa di un apparente arto corto che purtroppo spesso gli ortopedici correggono con dannosi plantari meccanici ed ancor più dannosi rialzi monolaterali.

Uno studio sulle scoliosi effettuato su 2000 pazienti dal Dott. Demauroy ha dimostrato che un elevato numero di esse (almeno il 60%) inizia proprio dopo l’installazione di apparecchi ortodontici.

Esiste una terapia occlusale alternativa all’ortodonzia e biologicamente compatibile con quanto sopra esposto?

Certamente SI!

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